Che incubo ‘sto colonnello! La Libia adesso siamo noi ? Fini ci riscatta, ma Silvio è sempre pron(t)o a …rimediare.

Volge al termine la visita di Stato di Gheddafi.Con vero sollievo per tutti.

E’ vero, molti decenni fa, il nostro paese si è comportato malissimo con il suo. E lui è venuto in Italia per rinfacciarcelo.

Il fatto che si sia presentato con una foto di un martire della resistenza libica non mi ha turbato.

Ma il resto?

Per tre giorni il colonnello è stato ricevuto dappertutto, accolto come un re e ossequiato da tutti.

In ogni occasione si è presentato in ritardo di almeno un’ora ,  pare per la necessità di presentarsi con un’abito diverso- o dovremmo dire costume?- ad ogni “recita”.

Ha parlato in ogni occasione, ascoltato come un oracolo, anche quando diceva corbellerie grandi quanto una casa.

Tutti intorno a lui sembravano preoccupati di assecondarlo.
Interessi economici enormi ( si è parlato di commesse in Libia per le
imprese italiane per l’ammontare di 20 miliardi) l’accordo sui
respingimenti : troppi interessi in gioco per potersi permettere di
scontentare il colonnello.

Hai visto mai che si offende e se ne va sbattendo la porta?

Abbiamo così assistito ad un vero contrappasso.

Fummo potenza coloniale e trattammo i libici come sottoposti.

Adesso arriva questo e tratta noi come gli italiani hanno trattato i libici.

Insomma la colonia siamo noi.

Poi ieri sera l’apoteosi della maleducazione.

Il colonnello è atteso alla Camera alle 17,  ma alle 19 non solo non
è arrivato, ma non ha avvertito del suo ritardo. Come se fossero tutti
a sua disposizione.

Sul ritardo ha poi dato versioni contrastanti: stavo male, stavo pregando.

Tutte cavolate. Poco dopo la “buca” data a Fini, il colonnello si è
tolto lo sfizio di fare una passeggiata nel centro di Roma, seguito dal
codazzo delle sue amazzoni e degli agenti dei servizi segreti libici.

Insomma ha fatto bene Fini a “rinunciare” all’onore di incontrarlo.

Un’ultima annotazione per il premier e i giornali che lo
fiancheggiano: cosa avreste detto se le cose dette da Gheddafi ( “gli
Usa come Bin Laden”) le avesse dette al Parlamento un qualsiasi leader
politico italiano?

Provate a immaginare che ne so? Francesco Caruso,
il leader noglobal eletto con Rifondazione Comunista che fa
un’affermazione del genere. Apriti cielo! Articolesse indignate,
sferzanti corsivi, linciaggi mediatici di ogni genere e grado.

Le stesse cose le dice Gheddafi e che succede? Si minimizza, in nome della ragion di stato.

E’ proprio vero: ormai la Libia siamo noi.

Meno male che Gianfranco c’è , tocca dire.

Almeno lui è riuscito, unico tra tutti i maggiorenti di questa
penosa Repubblica, a lanciare un segnale diverso , a dare una risposta
dignitosa.

Nella tarda  serata, in compenso, per riequilibrare il comportamento
di Fini, il nostro Premier è corso a Villa Pamphili e si è infilato per
mezz’ora buona sotto la tenda.

Non si sa mai…

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