C’eravamo tanto odiati : tra Guzzanti e Travaglio poco tempo fa una sfida a duello, adesso scoppia la pace?

Ieri sera a Tetris si parla di veline, attricette e troniste balazate agli onori della cronaca come possibili candidate alle elezioni europee.

Momento curioso della trasmissione i continui
sbaciucchiamenti  ( scusate il termine, ma non me ne viene uno migliore
)
tra Marco Travaglio e Paolo Guzzanti.

Travaglio,ai tempi della Commissione Mitrokhin,
aveva attaccato periodicamente Guzzanti,   dandogli, a seconda
dell’umore della giornata o degli eventi,  del mentecatto visionario o
del peracottaro.

Guzzanti da parte sua aveva risposto prima sfidando
Travaglio ad un duello televisivo ( unica condizione : la parità dei
tempi a disposizione e un arbitro imparziale)  poi chiamandolo, per
essersi sotratto alla tenzone, Marconiglio o Coniglio Mannaro.

Ieri sera niente di tutto questo.

Tra i due è scoppiata la pace?

Non credo proprio. Gli insulti precedenti erano stati pesantissimi, difficile credere che i due si siano davvero riconciliati.

La verità molto più banalmente è un’altra.

Da quando Guzzanti si è “rinsavito”, accorgendosi, ahimè per lui
molto tardi, delle caratteristiche umane e politiche del Sire di
Arcore, le sue critiche, da ex berlusconiano, a Berlusconi risultano
particolarmente credibili e quindi utili.

Insomma, mutatis mutandis,  forse gli accadrà quello che accadde a Montanelli negli
ultimi anni della sua vita: considerato praticamente un fascista per i
primi quarant’anni della sua carriera, finì per assurgere al ruolo di
icona della sinistra ( con applausi a scena aperta ai Festival
dell’Unità) non appena cominciò a prendere le distanza da Berlusconi, 
per quasi 15 anni suo amico ed editore.

Perchè, ormai la politica italiana si è ridotta a questo: sostenitori di Berlusconi, avversari di Berlusconi.

Lui, cioè Berlusconi, ovviamente se la ride.

Mediocre statista, ma genio della comunicazione, ci costringe sempre a parlare di lui ( grazie anche ad una folta schiera di giornalisti ascari pronti a dargli ragione e approfittando di una amplissima folla di allocchi pronti a credere in lui come all’Uomo della Provvidenza)

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