“Il direttore del Giornale? Un paranoico.”: quando la dialettica diventa rissa.


Mario Giordano è il direttore di un giornale, che fu IL GIORNALE di Montanelli.

Cioè di un giornale che aveva una tradizione liberale e un carattere intransigente.

Cos’è diventato adesso ? A me sembra un giornale di pretoriani in livrea, pronti a tutto pur di difendere il premier e di attaccare quelli che osano criticarlo.

Particolarmente stomachevole tra le tante è stata la campagna“Telecom Serbia” contro Prodi gestita con mesi di titoloni in prima pagina.

Un malfattore con precedenti per truffa, il sedicente conte Igor Marini, raccontava ai magistrati e ad una Commissione parlamentare  una fantomatica tangente relativa all’affare Telecom Serbia.

Il Giornale, allora diretto da Belpietro,
approfittò dell’occasione per attaccare Prodi e  non mollò la presa per
mesi,  continuando  a sparare titoloni sulla vicenda, per poi farla
sparire del tutto, quando la  notizia da dare c’era ed era quella
dell’incriminazione per calunnia del mitomane.

Ma è solo un esempio.

Lo zelo con il quale questa testata asseconda Berlusconi e attacca
tutti coloro che lo criticano continua ad essere sfrenato anche adesso
che il foglio è diretto da Mario Giordano.

Giovane promessa del giornalismo, ormai sulla strada per diventare
quello che diventano prima o poi inesorabilmente ( secondo Gigi
Proietti) tutte le giovani promesse, Mario Giordano si infuria quando lo si definisce il direttore dell’house organ di Arcore.

E si inf uria ancora di più oggi che nel sito dell’Italia dei Valori qualcuno lo definisce un paranoico.

Pensavo che avesse ragione, almeno questa volta ( prima o poi capita  a tutti, statisticamente).

Accusare il direttore di un giornale avversario di essere come si
diceva una volta “servo dei padroni” è antica tradizione: sono
abbastanza vecchio da ricordare gli editoriali di Fortebraccio sull’Unità che un giorno sì e uno no attaccava il direttore de Il Resto del Carlino chiamandolo Girolamo Domestici ( invece che Modesti).

Ma accusare di infermità mentale un avversario politico mi sembrava una mossa eccessiva…

Poi sono andato a leggere l’articolo apparso sul sito dell’Italia dei Valori e confermo:  Mario Giordano un po’ paranoico lo è .

L’articolo( v. sotto)  gli dà del paranoico, in effetti, ma in un
contesto chiaramente ironico. C’è più satira che insulto, presa per i
fondelli che calunnia in quell’articolo.

Ma Giordano si butta sul pavimento e grida allo scandalo: mai si era arrivati a tanto, dice.

Non si smentisce mai. Pronto ad offendere, ma ancora più pronto  ad offendersi.

In quanto a Di Pietro, ce n’è anche per lui.

Farebbe bene ad ospitare nel sito dell’Italia dei Valori anche
qualche risposta alle domanda che il Giornale gli ha fatto nei giorni
scorsi.

Se vuole essere il paladino di tutti noi contro la illegalità, si accomodi, non aspettiamo altro.

Però vogliamo che lui sia assolutamente immacolato.

Di politici ipocriti, che fanno le vergini dai candidi manti ( con
quel che ne consegue per chi conosce i poemi goliardici) ne abbiamo già
fin troppi.

P.S. Pubblico qui l’articolo apparso sul sito dell’Italia dei Valori, così ognuno può farsene in’idea:

IL PARANOICO DIRETTORE di Luigi Li Gotti


Ho riflettuto sulla paranoia e
ho cercato di documentarmi consultando un buon manuale di psichiatria.
La paranoia è «un’anomalia costituzionale che rimane latente in
gioventù e si manifesta col maturare degli anni rivestendo la forma di
un delirio a lenta evoluzione, coerente e fanatico (…) L’intransigenza
nei giudizi, la critica velenosa, la superbia smodata, la tendenza ai
litigi e alla ritorsione giganteggiano, alimentando alla base il delirio di persecuzione o di rivendicazione».

La paranoia è un’infermità mentale caratterizzata da «quadri di delirio sistematizzato».
In psichiatria forense, la paranoia esclude «la capacità, se non di
intendere, certo di volere: perché la volizione e quindi l’azione del
malato sono coartate dall’idea delirante che prevale». Insomma i
paranoici sono persone abbastanza pericolose per sé e per gli altri.

Si racconta in giro, infatti, che il direttore de Il Giornale, Mario Giordano,
abbia sofferto moltissimo la festività del Capodanno, a causa della
quale i giornali non sono usciti. Si racconta che il suddetto direttore
Giordano, volesse stamparsi, solo per sé, una speciale edizione del
Giornale per il primo dell’anno, quando le edicole erano chiuse,
interamente dedicata ad Antonio Di Pietro. Avrebbe infatti molto sofferto per la disumana costrizione d’astinenza determinata dalla festività.

Ci dispiace. Il sapere che un uomo soffre, mentre il mondo gioisce, turba umanamente. Si racconta pure che, avendo appreso che Silvio Berlusconi
aveva offerto ai suoi ospiti di Villa Certosa, ben mezz’ora di fuochi
d’artificio, tali da “illuminare il cielo della Costa Smeralda”, il
direttore Mario Giordano sia andato in furiosa escandescenza
(al punto da rischiare di diventare lui stesso un gioco pirotecnico),
urlando odio e disappunto per feste e festaioli. Fortunatamente per
lui, il 2 gennaio, le edicole sono state riaperte e così, per il decimo
giorno, il paranoico direttore, ha potuto dedicare il titolo a tutta prima pagina, ad Antonio Di Pietro.

Siamo preoccupati anche dalla notizia che i giornalisti, prime vittime del direttore,
sarebbero stati colti, pur se a gerarchie invertite, dalla sindrome che
ben venne descritta nei films della Pantera Rosa e che colpiva
l’ispettore capo Dreyfus a causa delle azioni dell’ispettore Jacques
Clouseau. Comunque, tolta l’umana comprensione per il malato, ci stiamo divertendo moltissimo. Possiamo, felici, dire anche noi “domani è un altro giorno”. Per favore direttore Giordano, non ci deluda.

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