Sono un consumatore “disubbidiente” : potrei spendere, come ci chiede Berlusconi, ma non lo farò.


Leggo stamattina sul sito della Stampa un articolo di Mario Deaglio, noto economista, pubblicato ieri.

L’articolo riguarda i consumi. Deaglio si associa all’invito del premier e incoraggia quelli che se lo possono permettere a continuare a spendere.

Insomma  la soluzione della crisi, sembra di capire ( lo dicono
ormai in molti, non solo Berlusconi o Deaglio) ,  sta nella popensione
di spesa del popolo dei piccoli risparmiatori.

Appartengo alla categoria di coloro che potrebbero permettersi di
mantenere inalterati i propri consumi, anzi sono tra quelli  che
potrebbero pure approfittare del calo della domanda per alzarne il
livello.

Ma devo confessare che mi sento preso per i fondelli da questo richiamo patriottico alla spesa.

Per essere sicuro che ne vale la pena, che è l’ultimo vero indispensabile sforzo per raddrizzare la baracca, dovrei prima di tutto avere delle certezze.

Che nessuno in questo momento sembra in grado di darmi.

La certezza di un avvenire per i miei figli  ( mi
basterebbe pensare che possano trovare un domani  un posto di lavoro
corrispondente non alle loro aspirazioni, ma ai loro meriti, piccoli o
grandi che siano) .

La certezza che saranno messi in condizione di non nuocere i manager che
hanno gestito disinvoltamente le aziende di cui in piccolissima parte
sono socio e nelle quali ho investito risparmi che una volta mi davano
sicurezza e che adesso si sono drasticamente dimezzati.

La certezza che non verranno sperperati più i soldi della collettività in operazioni faraoniche come il Ponte sullo Stretto o in avventure pseudopatriottiche a contenuto elettorale come quella Cai-Alitalia.

La certezza che vengano epurati i politicanti
sorpresi a farsi gli affari propr
i con le risorse della collettività (
che poi i loro inciuci abbiano o meno rilevanza penale mi importa poco,
sono abbastanza adulto e vaccinato da leggere una intercettazione e
capire se chi sta al telefono di preoccupa della collettività o del
proprio tornaconto e di quello della sua parte politica).

Tutte certezze che non ho, purtroppo.

In assenza delle quali preferisco limitare i miei trend di spesa, per creare degli ammortizzatori sociali privati per me e per i miei figli.

Un discorso meschino? Forse.

Un ragionamento pauroso? Forse.

Sono un ottimista, per natura penso sempre al meglio.

Ma in questo momento sento che il paese è in mano a leader
incompetenti e irresponsabili ( e mi riferisco non solo a chi governa ,
ma anche  a chi fa opposizione) troppo distratti dalle loro beghe
personali per concentrarsi sulle necessità drammatiche del paese.

Sento che risaliremo la china, ma solo dopo aver toccato il fondo.

Fondo dal quale siamo ancora lontani.

Siamo un paese ( e anche una nazionale di calcio) che, curiosamente
e irrazionalmente dà il meglio di sè solo in situazioni di estrema
difficoltà.

Aspettiamo il terremoto per rimboccarci le maniche ( non tutti tra
l’altro: se il terremoto è in Friuli, la ricostruzione è garantita, se
è nel Belice o in Irpinia, sono garantite solo le ruberie).

Spero con tutto me stesso di essere smentito, ma, nell’ attesa di
toccare il fondo,  metto da parte qualche risorsa e mi astengo da
consumi non necessari.

Buon 2009 a tutti.

 

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Una risposta a Sono un consumatore “disubbidiente” : potrei spendere, come ci chiede Berlusconi, ma non lo farò.

  1. Margherita ha detto:

    caro amico, sono una tua lettrice anche se il commento mi viene difficile, concordo con te pure oggi, e vorrei rimanere in silenzio come sempre, ma voglio fare gli auguri di un buon anno a te e ai giovani per i quali, giustamente, ti preoccupi tanto. Vista la mia età, ho toccato altri "fondi" e ho contribuito alla "risalita della china" altre volte, ma allora la visuale era più ridotta e la vittoria più facile, ora che non possiamo più accontentarci della "nostra risalita" sarà tutto molto difficile, non ci resta che sperare proprio in quei giovani oggi trascurati, ciao carissimo, grazie per il tuo spaces e auguri!!!

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