Perfino il Giornale attacca il Governo sul caso Englaro!


Scrive Filippo Facci sul Giornale di oggi:

Lo
so che il Giornale sul caso Englaro ha la sua linea: ma chiedo di poter
dire ugualmente quanto abbia trovato sconcertanti un paio di uscite
purtroppo governative.
Eugenia Roccella,
dopo la pronuncia della Consulta, ha detto che il problema «è
l’espansione dei giudici e la loro invadenza di campo» perché «in
Italia le leggi le fa il Parlamento e i giudici dovrebbero applicarle».
Gaetano Quagliariello nondimeno ha definito «pilatesca» la decisione della Consulta e ha detto che «legiferare diventa ancora più urgente».
Cioè: ma di che state parlando?
Siete voi che la legge non l’avete mai fatta, siete voi che non
volevate assolutamente farla, siete voi che sino a mezz’ora fa non
volevate neppure sentir parlare di testamento biologico e urlavate
«eutanasia» a ogni tentativo di farlo. È l’ipocrisia della politica
italiana, unica in Europa, che ha lasciato dolosamente scoperti gli
spazi di cui la magistratura non ha potuto non occuparsi: e ora venite
a dirci che ci vuole una legge? Dopo che per anni ve l’hanno chiesta la
società civile, i medici, tutti i livelli della magistratura, il
Consiglio superiore di sanità, persino qualche politico? Dopo che la
società e i medici, aspettando voi, per anni, se la sono cavata
segretamente da soli con tutte le Englaro e i Welby lontani dai
riflettori? E sarebbe la Consulta a essere pilatesca?
Non dite che ci vuole una legge: fatela.

Ecco le mie  considerazioni sul caso Englaro ( che una volta tanto assomigliano a quelle di Facci):

Ieri la Corte Costituzionale ha dichirato inammissibile il ricorso
di Camera e Senato: i due rami del Parlamento sostenevano che la
magistratura ordinaria non può pronunciarsi sulla vicenda perchè  il
potere legislativo non l’ha regolamentata.

Va detto che questo ricorso, lo sapevano bene coloro che lo hanno presentato, era già perso in partenza.

Il fatto che non esista una legge ordinaria sul testamento
biologico (non viene autorizzato, ma nemmeno espressamente
vietato)  secondo alcuni lascia aperta la strada dell’ articolo 32 della Costituzione.
Che dice l’articolo 32?
Sancisce il diritto a rifiutare qualsiasi trattamento terapeutico.
Se il vuoto legislativo c’e’, comunque, occorre dire che esso riguarda
le modalita’ per rendere piu’ semplice ed efficace l’esercizio di un
diritto individuale. Ma dire che questo diritto non è esercitabile per
il semplice motivo che non esiste una legge ordianria che ne “organizzi
” le modalità di attuazione è come sostenere che senza una legge
ordinaria del Parlamento, la inviolabilita’ del domicilio (art. 14) o
la liberta’ religiosa (art. 19) non possano essere considerati diritti
applicabili.

Perchè  il centro destra ha presentato il ricorso se era  quasi certo della sconfitta?

La questione e’ semplice ed il calcolo politico abbastanza banale.
Quando il Governo Prodi ha proposto leggi o provvedimenti su questioni
’sensibili’ come i Pacs, le quantita’ massime di possesso di cannabis,
sulle linee guida della legge 40, etc., la maggioranza si e’ sempre
spaccata (o perlomeno, si sono distinti i cosiddetti teodem, Binetti
& Co.). E proprio in quella spaccatura si sono sempre efficacemente
inserite l’allora opposizione e le gerarchie vaticane.
Perche’ correre oggi un rischio del genere? Meglio sventolare la bandierina sul caso Englaro.
E’ vero, la Corte Costituzionale ha respinto il ricorso come era
arciprevedibile. Ma il popolo delle liberta’, incolpando di nuovo i
giudici per la sconfitta, potra’ vantarsi di aver condotto fino alla
fine una battaglia per l’affermazione dei cosiddetti ‘valori cristiani’.

Insomma, sollevare il conflitto di attribuzione e’ stata un’operazione politica a costo zero e guadagno assicurato.
E un formidabile atto di ipocrisia.

Ce lo dice perfino Filippo Facci !!!!!!!

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