Processo Mills, il Lodo non basta, il Caimano rischia grosso.


I giudici di Milano hanno inviato alla corte Costituzionale il Lodo Alfano:
sarà la Consulta a decidere se è coerente con la nostra Carta
Costituzionale una legge ordinaria che garantisce l’immunità a 4
cittadini
( anche se è ovvio che la legge è stata fatta per le esigenze di un solo cittadino).

Ma è accaduto anche quello che l’avvocato del premier Ghedini, vero
artefice nemmeno troppo le quinte del Lodo Alfano, temeva di più.

Il processo continua!!!!

Chi ha scritto la legge, causa la vigilanza del Capo dello Stato,
che non avrebbe firmato, non è arrivato fino al punto di prescrivere la
sospensione dei procedimenti a carico dei correi.

Accade così che , mentre il processo si ferma per Berlusconi, l’imputato di corruzione protetto dal lodo, continua per Mills, accusato dello stesso reato.

Fosse condannato Mills, si avrebbe quindi una sentenza che afferma
che c’è stata corruzione, con un corrotto ( Mills ) e un corruttore (
Berlusconi).

Catastrofe inimmaginabile per il premier.

Nonchè grosso casino giudiziario per parlar chiaro.

Infatti, una volta condannato Mills, Berlusconi avrebbe diritto ad
un nuovo processo, che però potrebbe essere celebrato solo una volta
che il Lodo fosse definito incostituzionale oppure, se la Consulta lo
convalidasse, solo una volta che il premier non fosse più tale ( e
nemmeno presidente della Repubblica o di uno dei due rami del
parlamento).
Questo processo non potrebbe più essere celebrato dall’attuale corte,
che, avendo già emesso una condanna sulla stessa vicenda, non potrebbe
più essere considerata “super partes”.
Il nuovo collegio giudicante a quel punto, magari tra qualche
anno, con Berlusconi quasi ottuagenario, potrebbe assolvere Berlusconi,
con il conseguente paradosso giuridico: condannato il corrotto, si
assolve il corruttore.

Ma non sono certo i paradossi giuridici quelli che turbano il premier ( le sue leggi sono lì per dimostrarlo) .

Quello che lo turba è il gravissimo contraccolpo di immagine che ricaverebbe da una condanna di Mills.
E, ovviamente, non si preoccupa di quello che direbbero in Italia, dove una banda di corifei alla guida di buona parte dei tg più importanti, è già pronta ad oscurare in tutti i modi la notizia, ma di quello che direbbero all’estero.
Il premier è convinto di avere contribuito con la sua politica al
prestigio dell’Italia e teme che questa vicenda possa danneggiarlo
moltissimo sul piano dell’immagine.

Da questo punto di vista, però, possiamo tranquillizzarlo.
Nè la sua politica, nè, tanto meno, le sue performance ( v. la
sceneggiata al Parlamento Europeo di qualche anno fa con gli insulti a
Shultz) hanno dato prestigio all’Italia.

La condanna di Mills aggiungerebbe al quadro che hanno di lui nel mondo solo qualche pennellata in più.
Perchè, parliamoci chiaro, Silvio non è De Gasperi.
E nemmeno Fanfani
E’ Silvio e basta.
Cioè un pifferaio seguito da una banda sempre più folta di topi.
Italiani.


contnua ne L’INTELLIGENZA DEGLI ELETTRICISTI

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in politica. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Processo Mills, il Lodo non basta, il Caimano rischia grosso.

  1. Giovanna ha detto:

    Eggia\’
    Mega colazione tutti insieme? Cosa prendete?
    Stamattina alba magnifica, stupefacente, meravigliosa, poi vi racconto…
     

  2. Valentina ha detto:

    Posso dire che non mi sono mai unita al corteo!
    Come stai, caro Fil?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...