A molti in Sicilia va bene così ( storia di uno scandalo)

Raffaele Lombardo

Tutti tengono famiglia. E indubbiamente la Sicilia è la patria della famiglia.
Peccato che le famiglie siciliane siano numerose e che gli uomini
politici siciliani siano ben determinati a farle mantenere dal
conribuente.

Don Raffaele Lombardo, il nuovo governatore della
Sicilia,  sta surclassando il suo predecessore, l’ineffabile Totò
Cuffaro , per le sue concessioni al familismo ( amorale, si diceva una
volta).

E’ tempo di assalto alla diligenza.

6 miliardi e mezzo di euro arriveranno in Sicilia da qui alla primavera del 2013. Sono quelle che gli addetti ai lavori chiamano “le risorse della nuova programmazione economica”

In regione i politici “forchettoni” ( anche questo
era il termine che si usava una volta) si preparano alla grande
abbuffata, pronti a sfruttare l’occasione per “sistemare” fratell,
cugini,  figli, nipoti, compari.

Il nuovo governatore ha passato la campagna elettorale  promettendo  rigore e regole.

Ma le promesse elettorali si sa che fine fanno…
I professionisti dell’abbuffata organizzano forme di resistenza attiva e passiva degne di miglior causa.

Don Raffaele  sceglie come assessore al personale ( posizione chiave come è evidente) un magistrato noto per la sua intransigenza, Giovanni Ilarda.

Il quale comincia subito, sparando fuoco e fiamme contro gli
sprechi, poi scivola sulla buccia di banana dell’assunzione in Regione
della figlia Giuliana.

27 anni, una laurea in lettere, viene assunta con un contratto da Dirigente.

Per chiamata diretta.

Con uno stipendio di 70.000 euro annui.

“Ha avuto il massimo dei voti e conosce due lingue” biascica imbarazzato” l’ex incorruttibile “padre.

Nella Regione che per la sua Sanità spende 8,5 miliardi di euro (il 30% in più della Finlandia, ha fatto notare a luglio la Corte dei Conti) tutto è come prima e più sconcio di prima.

Ma la lista degli assunti con cognomi eccellenti  è lunghissima.

Quasi tutti sono negli staff degli assessori. Come Rosanna Schifani,  “chiamata” dall’assessore alla Famiglia. O Viviana Buscaglia, cugina del ministro Angelino Alfano che  è nello staff dell’assessore all’Agricoltura .
Ogni assessore può avere 25 collaboratori fra segreteria particolare e segreteria tecnica, un terzo di loro arriva da fuori l’amministrazione.

Così fan tutti.

Pagando ciascuno degli 8 prescelti come dirigente 41.807 euro lordi più un’indennità di 7.747 euro e un’altra di 23.500.

Come minimo, i fortunati che entrano in uno staff , portano a casa 70 mila euro.

lo chiamano staff, ma è una tribù: Rispetto a tutti
gli altri 21 mila dipendenti regionali quelli degli staff non firmano
il cartellino, hanno un rapporto solo con il loro capo – l’assessore –
e tanto per gradire un’altra indennità annua dai 7 ai 15 mila euro.

“Il mio governo è già impegnato a tagliare gli sprechi“, aveva solennemente giurato don Raffaele nel giorno del suo insediamento.

Si è visto.
Numeri e nomi raccontano come sono andate le cose. A giugno il
governatore aveva proclamato che avrebbe finalmente messo mano alle 25
società collegate alla Regione, 3.546 precari poi stabilizzati e in
pratica tutti amici di amici, un bel po’ di altri parenti di eccellenti
siciliani, tutti entrati senza concorso. A luglio e a settembre ha ripetuto il proclama.

Le 25 società sono sempre lì, una dependance della Regione Sicilia
che conta quasi gli stessi impiegati che ha la Regione Lombardia.

Sulla carta si occupano di tutto. Trasporti. Informatizzazione.
Patrimonio artistico. Qualche mese fa una società ha pubblicato un
avviso per comunicare l’assunzione da parte di un’altra società di 38
ingegneri. Il nome dell’altra società è stato tenuto segreto “per
motivi di privacy”. Poi si è scoperto che era la Sicilia e-innovazione,
una struttura che gestisce almeno 300 milioni di fondi europei e
statali.

Ma Lombardo non prende decisioni.

Dicevano che “aveva le palle”.

Invece si scopre che ha stomaco.

Stomaco per sopportare questo sconcio.

Lo sconcio di una situazione come questa.

Una relazione della Corte rivela che nel triennio 2005-2007 la spesa
per gli stipendi è aumentata del 18,1%, il triplo dell’inflazione.

Elevatissimo è il numero dei dei dipendenti della Regione ( 21000) e
incredibile è il numero dei dirigenti (2320, pari all’11% del
personale).

Insomma è tutto un mangia mangia.

I derubati?

Noi tutti. Ma soprattutto i cittadini siciliani, che , tuttavia, piuttosto che sperare in un governo migliore, continuano a votare per i responsabili di questo schifo.

La speranza di rientrare tra i beneficati, di ottenere un favore
ingiusto, è superiore, evidentemente, alla speranza di avere un governo
giusto che pensi a tutti invece che agli amici e agli amici degli amici

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2 risposte a A molti in Sicilia va bene così ( storia di uno scandalo)

  1. tgfuiyd ha detto:

    Beh, abito in un paesino ad est di Palermo, e lì cose così si vedono da vicino. Non c\’è bisogno di dati nè di relazioni della corte dei conti. Nel mio paesino, dove il voto d\’opinione è relegato a un ridicolo zerovirgola, il richiamo, il fascino, il consenso che può attrarre una promessa di assunzione è tale da smuovere mari e monti. Tutti vogliono entrare nella "parentopoli" regionale provinciale o regionale. Quando arriva qualche deputato regionale o nazionale, qualche "pezzo grosso" come si dice qua, tutti  a prostarsi a suoi piedi. Via ogni dignità, via ogni senso della misura, qui si parla di fare "assistimare" a tuo figlio! E ho visto scene terribili, giuro…

  2. Valentina ha detto:

    Ma lo Stato cosa fa in questi casi?
    E`una domanda che forse non ha risposta, conoscendo chi ci rappresenta arricchendosi.

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