Il paese dei campanelli

Grande puntata di BLU NOTTE ieri sera.

Siamo  da tempo il paese della mistificazione del presente e della rimozione del passato.

E’ giusto quindi che qualcuno ci rinfreschi la memoria sulle cose che sono accadute.

Anche quando sono accadute da così poco tempo e sono così vergognose da immaginarle indelebili e indimenticabili.

Ma siamo ormai diventati il Paese dei Campanelli, il paese in cui è facile dimenticare i torti e le umiliazioni subite perchè, più che la vigilanza della memoria, conta il quieto vivere ( dei giornalisti che tengono famiglia e dei sudditi narcotizzati dall’informazione di regime)

Fa bene allora Lucarelli, magistrale conduttore di Blu notte a ricordarci da par suo

1) che Andreotti è stato assolto dal reato di collusione mafiosa per gli anni fino al 1980 solo per prescrizione ( avendo la sentenza della Cassazione ritenuto provato, fino a tale data, il rapporto organico tra il pluripresidente del consiglio e l’onorata società)

2) che Dell’Utri non è solo un elegante bibliofilo e un formidabile organizzatore di forze di vendita prima e di partiti .

3) che Vittorio >Mangano non era solo uno stalliere

4) che Totò Cuffaro, per sette anni Governatore della Sicilia, già da giovane aveva deciso da che parte stare, quando al Costanzo Show insultava Falcone, sostenendo che le sue indagini sulla mafia infangavano il buon nome della Sicilia.

Fa bene Lucarelli a farci risentire la telefonata con la quale Silvio Berlusconi,
oggi nostro presidente del consiglio, invece di correre a denunciare
alla polizia un estorsore mafioso ( lo stesso che aveva ingaggiato come
stalliere) , si limitava a definire “affettuosa” la bomba di
avvertimento esplosa davanti alla sua villa.

Grazie a quei pochi, sempre meno, che ci aiutano a non dimenticare.

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4 risposte a Il paese dei campanelli

  1. tgfuiyd ha detto:

    Caro Filippo, l\’hai visto "Il divo"?

  2. Valentina ha detto:

    Ciao Filippo,
    come stai?
    Consederando che non mi va di parlare dei maili italiani, ti volevo dire che ho letto tantissimo utlimamente.
    Mi sono dilettata con Carlos Ruiz Zafón 8 (que maravilla…) e ora sono tornata a Paul Auster, tutti in lingua originale.
    Spero di sentirti presto!
     
    Valentina

  3. tgfuiyd ha detto:

    Beh, guarda che combinazione. "Il ritorno del principe" di Scarpinato e "Chi ha paura muore ogni giorno" di Ayala sono nella lista dei miei prossimi acquisti….li comprerò a breve, quando trovo i soldi, ovviamente…intanto quest\’estate ho cercato di farmi una cultura proprio su mafia&affini: ho divorato una decina di libri, ma il più completo, appassionante e – per così dire – "istruttivo" è stato "trent\’anni di mafia" di Saverio Lodato..e cioè: come leggere un pezzo di storia italiana dal punto di vista di uno che l\’ha vissuto in prima persona…una buona occasione per "recuperare il tempo perduto"perchè, sai com\’è, quando iniziò il maxiprocesso io non ero neanche nato, quando ammazzarono falcone e borsellino avevo appena sei anni…e noto che i miei coetani hanno un\’idea piuttosto di certe cose…Boris Giuliano, Dalla Chiesa, Cassarà…chi sono questi? E tutto quello che è successo a Palermo e in Sicilia negli ultimi 50 anni, le guerre di mafia degli anni \’60 e \’80, gli arresti, i pentiti, poi i grandi attentati, le bombe di Roma e Firenze, il processo Andreotti…per la maggioranza dei miei coetani, questo – tutto questo – e solo un blob confuso e vago, come le crociate, la rivoluzione russa o la guerra di secessione americana…date, personaggi, eventi, cose che stanno scritte sui libri di storia, cose – in definitiva – inutili per il presente…ricordo una volta, al liceo, era la "giornata in memoria di tutte le vittime della mafia" (o qualcosa del genere), dall\’altoparlante in aula giunse l\’ordine di un minuto di silenzio, dopodichè la speaker cominciò ad elencare, con voce fredda e inespressiva, tutti i nomi di tutti i morti ammazzati dalla mafia siciliana. Tipo un centinaio di nomi, come se fosse l\’appello di una gigantesca classe. Tutti noi ad ascoltare, un pò annoiati, un pò in tensione, quella sfilza di nomi e cognomi che non dicevano niente a nessuno. Appena un sussulto quando arrivava il turno di di Falcone e Borsellino, magari pure di Impastato e Rizzotto (ci hanno fatto il film) e di Dalla Chiesa (sua figlia era la moglie di Fabrizio Frizzi). Per il resto, niente. Quell\’elenco straniante e gelido non ebbe nessun effetto, si svuotò di significato subito subito. Nessuno di noi ebbe quel brivido che l\’iniziativa voleva suscitare. Il brivido che porta la mattanza siciliana, l\’idea del suo orrore.PS – ah, ho letto pure "Gomorra": spaventososalutisaluti

  4. Valentina ha detto:

    Grazie Filippo per i tuoi preziosi consigli.
    Li terró in considerazione la prossima volta che andró in libreria.
    Sai che ho letto il Pendolo di Eco?
    Alla fine mi sono dovuta disintossicare…
     
    Vale

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