Un fachiro al cinema ( grandezza di Paolo Conte spiegata ad una figlia di vent’anni)

Cara Giulia,

ti mando il file di Un Fachiro al Cinema di Paolo Conte

Mi sa che non la conosci.

E’ una piccola canzone, non tra le più note.

Ma è una tipica canzone contiana.

La musica è bellissima, suadente, quasi ti avvolge.

Le parole sembrano accessorie, inconsistenti, quasi un riempitivo.

Ma come sono funzionali ad esprimere stupore, stordimento:
descrivono bene, senza retorica, la vertigine che ti prende quando
incontri la persona che è destinata a prendere in mano le chiavi del
tuo cuore ( con quante parole lo dico io e con quanta parsimonia e
quasi pudore lo dice lui, che, diversamente da me, è un genio!).

Insomma una piccola grande canzone.

Mi ricorda un po’ quella frase capolavoro di Flaiano ( anche lui maestro dell’antiretorica) :

Quando capisci che sarà un grande amore? Quando dici a te stesso: ma chi è ’sta stronza?

Baci.

Papà

Mi sono perso un film
Perchè nel cinema
Tre file avanti, sì, eri tu…

Passasse il sole lontanamente da qui
Sopra le nebbie dell’ arte! Io sì,
Come un fachiro mi stiro e rigiro,
E mi storco e contorco.
Ti guardo e non guardo più…
Mi sono perso un film
Proprio in un cinema…
Han dato un altro film per me…
…Hello…

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