“Il nano è tratto”. Governo forte squadra debole.

Il successo alle elezioni avrebbe consentito a Berlusconi di fare scelte coraggiose e di grande livello nella composizione della squadra di governo.

Non è andata così.

Ci sono alcune persone di indubbia competenza : Maroni, Tremonti, Brunetta. Ma mancano quei due o tre personaggi di grande levatura che avrebbero garantito prestigio alla formazione.

Trova posto però alle pari opportunità Mara Carfagna.

Le insinuazioni sul perchè di questa scelta, legate all’aspetto
fisico dell’interessata, sono state talmente pesanti che ne ha parlato
anche la stampa straniera ( El mundo dedica un servizio alla ministra modelo de Berlusconi).

Ma sarebbe assurdo puntare il dito contro questa nomina prima di aver visto all’opera l’interessata.

Certo, non l’aiuta la pubblicità negativa che le ha fatto proprio il
premier che pubblicamente ha detto che con lei andrebbe in capo al
mondo se non fosse sposato. Era evidente in quella occasione che non
erano le doti intellettuali e le competenze dell’interessata a
deliziarlo.

Ma la scelta più discutibile appare quella di Angelino Alfano alla Giustizia.

38 anni , agrigentino di importante famiglia dc – laurea in giurisprudenza, ex pupillo di Calogero Mannino divenuto coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia dopo aver detronizzato Gianfranco Micciché.

Non ha pendenze. Solo un bacio dato per sbaglio a un boss mafioso ad
un pranzo di nozze. «Non sapevo chi fosse e alle nozze era stato
invitato dallo sposo», si è difeso Angelino.(il video del bacio fu
acquisito comunque dalla Procura) .

Anche lui va atteso alla prova come la signora Carfagna .

Occorre anche dire che il suo sito gronda di dichiarazioni di guerra
alla mafia : non ci resta che sperare che siano seguite dai fatti.

Ci si chiede perchè, tuttavia, per quella scomodissima poltrona che
è il ministero della Giustizia non sia stata presa in considerazione
una candidatura più qualificata e autorevole.

Un paio di settimane fa era circolato un nome, quello dell’avvocato Giulia Bongiorno, donna determinata e professionista di livello.

Forse troppo autonoma e dotata di tempra morale per andare a
ricoprire un incarico per il quale Berlusconi ha sempre guardato più
alla duttilità dei prescelti che alla loro competenza fino al punto di
individuare un ingegnere per quel ruolo.

Sul nuovo governo giornali ancora cauti .

Irriverente il titolo de il Manifesto: IL NANO E’ TRATTO.

In prima pagina l’editoriale di Valentino Parlato:

Il Vecchio che avanza .

Al nuovo governo l’augurio di buon lavoro.

Non possiamo permetterci di augurargli un insuccesso, lo pagheremmo carissimo.

Anzi facciamo le corna.

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