Da Valparaiso a Ceppaloni: dalla poesia alle mani in pasta

 

 

Mastella e i suoi “uccidono” il governo, nato anche grazie ai loro voti, lasciando dappertutto le loro impronte: corna, sputi, insulti.

 

Perfino un furto: l’inizio del discorso d’addio di Mastella fa credere ( ma solo a coloro che non conoscono Neruda) che, per l’occasione il Ceppalonico abbia trovato la forza per mettere da parte la sua sintassi, di solito grossolana almeno quanto la sua visione della politica.

Ma, per sua e nostra sfortuna, Neruda è morto da un pezzo ( troppo lontano da noi perfino per rivoltarsi nella tomba!) e non ha quindi potuto scrivere la seconda parte del suo discorso.

Abbandonata la citazione di Neruda, il ministro torna , infatti , al linguaggio di sempre, ricco di strafalcioni come il suo modo di fare politica.

Nella prima parte del suo discorso ci ha fatto credere che, come dice Neruda “lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,chi non cambia la marcia,chi non rischia e cambia colore dei vestiti,” ( per chi volesse leggerla tutta- è molto bella- cliccate qui).

Nella seconda parte, quella in cui, abbandonato Neruda, torna ad essere il Ceppalonico di sempre, capiamo meglio come stanno le cose:”Velocemente muore chi, avvicinandosi la sconfitta, non è così lesto da scendere in fretta dal carro degli sconfitti per saltare su quello dei vincitori!!”

Che tristezza, adesso arrivano, quelli che giustificano e minimizzano, quelli che dicono che “Tanto così fanno tutti”, quelli per i quali è normale fare politica con le corna e gli sputi, quelli che in parlamento si portano il cappio o, come ieri sera, la bottiglia di spumante per brindare alla caduta di un avversario.

Forse rivoteremo pure con la stessa legge, senza avere la possibilità di lasciare a casa incapaci, disonesti e mestieranti della politica.

Sicuramente ci meritiamo di meglio.

 

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4 risposte a Da Valparaiso a Ceppaloni: dalla poesia alle mani in pasta

  1. Micia ha detto:

    non sono daccordo ci meritiamo cio\’ che scegliamo!!

  2. Micia ha detto:

    Ti diro\’ la verita\’ sono poco appassionata della politica …sono per cosi\’ dire una profana che guarda con occhi abbastanza distaccato certe vicende non essendo coinvolta in nessuno colore politico in Particolare.Cerco di valutare di piuì l\’operato singolo del personaggio…Faccio un\’esempio abbiamo avuto due sindaci di identico schieramento qui a Napoli ma mentra l\’attuale a mio avviso e\’ assolutamente inadatta in passato le cose sono andate sicuramente meglio eppure lo schieramento politico non e\’ cambiato…quindi cio\’ vuol dire che anche la capicita\’ della singola persona e di quelli di cui si circonda vale al di la\’ del colore politico…non pensi?

  3. Giulia ha detto:

    Ciao Fil,
    visto che mi conosci abbastanza bene, sai che non metto lingua sugli argomenti politici…
    Però voglio farti un saluto… spero che che la tua mostra sia andata bene, anche se non ero presente ti ho pensato e sperato.
    Un abbraccio
    Giulia
     

  4. Paola ha detto:

    Sai che, almeno una cosa positiva il discorso di Mastella l\’ha fatta?
    Svelare che la poesia di cui ha recitato qualche passo non è di Neruda ma di Martha Medeiros, come ampiamente raccontato da Repubblica. Almeno a qualche cosa è servito… ma sicuramente nulla in confronto alle schifezze che ha fatto!
     
    Paola

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