Tania la Pallista

 
 
Tania Head ad una celebrazione dell’11 settembre in qualità di presidente della associazione sopravvisuti con il sindaco Giuliani
 
Tania è una ragazza come tante.
Vive a New York e un brutto giorno rimane coinvolta nel disastro delle Torri Gemelle.
Lavora in uno dei due edifici, mentre il suo ragazzo lavora nell’altro.
Quando la Torre in cui lavorava il suo ragazzo crolla, lei sente crollare tutto dentro di sè.
La Torre dove lei si trova viene colpita a sua volta. 
Tania pensa all’abito bianco che aveva appena comprato per una cerimonia nuziale che non ci sarà più.
Mentre si avvilisce pensando all’uomo che amava, perde i sensi.  
Dopo un po’ si risveglia, portata in braccio da un pompiere e si ritrova, ustionata ma viva all’aperto, a contemplare il cumulo di rovine che ha preso il posto delle due torri.
Una storia bellissima.
Gli ingredienti ci sono tutti: l’amore, l’abito bianco, la cattiveria del mondo, le fiamme, il cavaliere che accorre per salvare la dama, il salvataggio.
Peccato che sia una balla.
Tania si è inventato tutto.
Il ragazzo di cui diceva di essere la fidanzata esiste ed è effettivamente morto nel disastro, ma i suoi amici e parenti non avevano mai sentito parlare di Tania, nè tanto meno di un matrimonio imminente. La ditta nei cui uffici Tania sostiene di essersi trovata nel momento del crollo nega di averla mai avuta tra i suoi dipendenti.
Il pompiere che l’avrebbe tratta in salvo non è più in grado di dire la sua perchè è morto.
Non si trova un ospedale in tutta New York che abbia registrato Tania tra i suoi pazienti in quel tragico giorno.
 
Messa alle strette, Tania dice: "In fondo non ho fatto nulla di illegale".
Peccato perchè la storia era talmente bella e toccante che lei era diventata il perfetto prototipo del Survivor ( il sopravvissuto). La sua foto di trentaseienne tondetta con gli occhiali dall’aria scialba campeggiava sulle prime pagine dei giornali in occasione di ogni anniversario dell’evento. 
Insomma, pur non azzardandosi a chiedere, come in altri casi è successo, un risarcimento fasullo allo stato, qualcosa l’ha ottenuta attraverso il suo falso: è diventata la protagonista di un tenero film con Meg Ryan, senza essere Meg Ryan.

 

 
Postscriptum

A me Tania ricorda quell’incredibile personaggio di Achille Campanile ( "Che cos’è questo amore?") che, ascoltando, in treno o in salotto, una storia avvincente si entusiasma immediatamente e,. per attirare l’attenzione , dice:
"E’ capitata anche a me questa storia".   
Poi, in un empito di prudenza ( o di sincerità) aggiunge:  
"Solo che ero a Firenze e non a Napoli, che era la mattina e non la sera, c’era il sole e non la pioggia"  ecc.
Insomma finisce per ammettere, passaggio dopo passaggio, che è stato protagonista di un fatto completamente diverso da quello che aveva attirato l’attenzione di tutti.
 
Diversamente da Tania il personaggio di Campanile, si sbugiarda da solo, ma quello che accomuna i due pallisti ( o bugiardi patologici, se vogliamo parlare in maniera più elegante)  è l’entusiasmo dal quale si lasciano trasportare quando sentono  una bella storia.
 
E’ irresistibile il desiderio di esserne in qualche modo partecipi.
 
 

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2 risposte a Tania la Pallista

  1. Dott. Paolo ha detto:

    Ammazza…e ti credo che il pompiere sia morto…di ernia!?!? 🙂

  2. Cicci Picci ha detto:

    Concordo con Paolo Bitta..pekkato ke quella ha il mio stesso nome otc!!=D ciao

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