Mai più all’Ikea ( cronaca di un’ ora di ordinaria follia)

 

 

Vado all’Ikea per prendere delle sedie per la cucina.
So già quali voglio  e in quale parte del magazzino si trovano.
Ma i Signori dell’Ikea non accettano che tu vada lì con le idee chiare su cosa  prendere, dritto come un fuso allo scaffale e poi alla cassa, sfuggendo agli innumerevoli  allettamenti che  hanno preparato per te.
Così ti impongono di entrare dalla parte dell’esposizione che è circa un chilometro prima del magazzino dove puoi prendere le sedie e portarle alla cassa.
E nel fare quel chilometro di mobili esposti, ci metto 20 minuti perchè è sabato e le sale pullulano di persone che procedono molto lentamente.

Poi sto in coda altri 20 minuti perchè un signore che mi precede insiste a pagare con il bancomat e il dispositivo per collegarsi con la banca non funziona.
Poi ci metto altri 20 minuti per imbragare le sedie con il nastro adesivo, cercando di fare un pacco bilaciato e compatto, perchè, a differenza degli altri comuni mortali, abito a Venezia e, una volta parcheggiata la macchina a Piazzale Roma, poi devo incollarmi alla schiena le maledette sedie e portarmele  a casa a piedi tra calli, ponti e campielli.
 

Torno alla macchina e mi accorgo con orrore che non parte, ho lasciato i fari accesi e la batteria è morta. 

Mi rivolgo ai custodi del parcheggio. Sono tutti nordafricani. Conoscono poco l’italiano ( per fare quel mestiere basta saper gesticolare) ma il messaggio che mi trasmettono è chiaro comunque: posso pure fottermi, non è un problema loro.

Comincio a chiedere ai clienti in partenza dal magazzino se possono aiutarmi facendomi fare il ponte tra la loro batteria e la mia.
Parlano bene l’italiano, ma la risposta è la stessa dei nordafricani.
Arriva per fortuna una famigliola inglese.
Lui è un omaccione enorme con la barba e porta appesi al collo due gemelli di pochi mesi. Lei è piccola e dolcissima.
Mi avvicino a loro come all’ultima spiaggia.
Non parlano italiano.
Ricorro all’inglese . Per fortuna batteria si dice battery.Mi basta dire: "My battery is out".
Non fanno una piega.
Dopo neanche secondi lei si materializza con la sua vecchia Bmw a fianco del mio fuoristrada. Apre il cofano della sua macchina, tira fuori le pinze per fare il ponte, poi si accorge che io armeggio goffamente con il mio cofano senza riuscire ad aprirlo.
Mi scosta gentilmente e lo apre in un nanosecondo.
Collega i cavi, si mette al volante e mi fa cenno di fare altrettanto.
Quando sento il mio fuoristrada emettere un rombo rassicurante, scendo per staccare i cavi e restituirli alla signora, della quale sono già leggermente innamorato.
Al marito rimasto impassibile al sole con il suo grappolo di bambini addosso dico, con quel poco di inglese che riesco a racimolare nella memoria:
"You’re a very lucky man; you have a wonderful wife" ( per chi sapesse l’inglese ancora meno di me: "lei è fortunato: ha una moglie meravigliosa")
Sorridono divertiti, mentre esco dal parcheggio.
Mai più all’Ikea.
 
P.S.
Scrivo un sms a mia figlia raccontandole l’accaduto.
Chiudo dicendo : fammi felice,  diventa come quella donna, cioè efficiente, pratica e prolifica ( questo per via della mia aspirazione a diventare nonno).
Ovviamente scherzo: l’adoro così com’è, anche se è imbranata come suo padre. 
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6 risposte a Mai più all’Ikea ( cronaca di un’ ora di ordinaria follia)

  1. patrizia ha detto:

    bene l\’ikea ha colpito il serafico fil..
    ehhe che dire??
    è un esperienza che ho fatto di sicuro da non ripetere..(andare all\’ikea)
    ah si??
    hai una vista da falco..
    x questo mi sei simpatico ahhah..
    ciao buonissima giornata x te pat! 

  2. Paola ha detto:

    Caro Fil…
    l\’Ikea è una esperienze più piacevoli che si possano fare in città
    ma occorre andarci con lo spirito giusto
    e con la corretta organizzazione.
    MAI e dico proprio MAI il sabato oppure la domenica
    altrimenti la ressa e la coda alla cassa sono inevitabili,
    e si perde il gusto di scoprire le ultime novità
    e di lasciarsi tentare da qualche acquisto imprevisto.
     
    Per la batteria… è successo anche a me…
    ma anzichè una dolce ma pratica signora
    mi sono imbattuta in un apparente super esperto
    che in men che non si dica
    ha collegato la batteria invertendo i cavi
    e facendo saltare un fusibile
    Risultato l\’auto ferma per due giorni (era sabato)
    in attesa di portare all\’officina per la sostituzione del fusibile
    che un normale elettrauto non aveva in dotazione!!!
     
    Un sorriso e buona giornata…
     
    Paola 

  3. mariangela ha detto:

    …e pensare che oggi volevo andare io all\’Ikea…
    sai da poco l\’hanno aperta a Bari…due passi da casa…
    no no …penserei a te e sicuramente qualcosa poi mi succede…
    non vado… tanto non mi serve niente eh eh eh
    …o si?
    Boh poi ti faccio sapere..
    cmq quella donna è così forse perchè non era italiana???
    Madò che cattiveria nei nostri confronti ho detto eh eh eh
    Ti abbraccio
     
    Marian

  4. Giulia ha detto:

    Per il povero-FIL-SFIGATO…ma in difesa di quel povero signore che SI OSTINA..
    Mai pensato che anche il Bancomat può IMPAZZIRE, che vista l\’onestà di questi tempi non si va in giro col contante e il malcapitato POTEVA SOLO ABBANDONARE L\’ACQUISTO? 
    aNCHE a me è successa una cosa simile, (non all\’Ikea, nessuno mi ci porta più, mentre era il mio sport preferito) e fortunatamente c\’era una vicina che ha provveduto lei , altrimenti avrei dovuto lasciare tutto negli scaffali.
    Da quel giorno il bancomat non ha più fatto capricci, ma io ho fatto quello di riserva.. e incrocio le dita sperando che non scendano in sciopero entrambi!
    Un abbraccio
    Giulia

  5. Claudia ha detto:

    Ciao Fil,
    ebbene sì, per onestà di cronaca devo riconoscere che i pargoli sanno pure essere simpatici … a volte … raramente … quasi mai invero, ma quando si mettono di buzzo buono mi diverto pure con loro! Passerà tutto questo, e poi si sa, l\’adolescenza è un\’età ingrata!!
    In fondo però la vicissitudine da Eroe-dell\’Ikea  ti è ancora andata bene! Pensa se te le dovevi pure montare le sedie … sai quante viti ti sarebbero avanzate … quanti gommini strani sarebbero magicamente usciti dal cartone … e chissà ancora quali altri pezzi astrusi!
    E poi vuoi mettere l\’incontro con l\’inglesina? Sicuramente un sorriso da portarsi nel cuore come un dolce ricordo! Quindi l\’uscita all\’Ikea ne valeva proprio la pena!!!!
    Buona giornata. Ciao ciao
    Claudia
     

  6. Kalispera ha detto:

    Se non hai rimediato un pugno in piena faccia, vuol dire che l\’English man, ha capito il senso dei tuoi onesti e sinceri complimenti…oppure aveva le mani occupate a tenere i due pargoli!!
    Per quanto riguarda l\’Ikea: mai provato le "scorciatoie"? Ossia quei percorsi che tagliano il "serpentone" e ti proiettano il più vicino possibile alla meta? Eh! ci vuole esperienza! (non serve un navigatore satellitare: giuro!).
    Buona serata.
    Kali 

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