Una luna in fondo al blu ( potenza dei luoghi comuni)

 
 
 
 
 
 
Quante volte assistendo ad un tramonto ci capita di definirlo infuocato?
 
Oppure, vedendo la luna in cielo diciamo che è pallida? o d’argento?
 
Nel comunicare ci aggrappiamo ai luoghi comuni come naufraghi ai salvagenti, senza renderci conto che ricorrendo ad espressioni  così logore rinunciamo a descrivere quello che vediamo in maniera più approfondita e soddisfacente.
 
Enunciando il risaputo, scalfiamo appena la superficie del fenomeno che vorremmo descrivere o raccontare.
 
Prendiamo un grandissimo scrittore e vediamo come affronta la descrizione di una notte di luna, tema pericolosissimo per chiunque, visto il numero infinito di volte che è stato affrontato.
 
 
A volte, di pomeriggio, il cielo era attraversato dalla luna bianca come una nube, furtiva, senza splendore, simile a un’attrice che non deve recitare a quest’ora e che dalla platea, vestita da città, guarda per un momento i suoi compagni cercando di scomparire, sperando che non si faccia caso a lei ( Marcel Proust)
 
Ma non è necessario essere Proust per sfuggire alla trappola del tramonto infuocato e della luna pallida e discreta.
 
Se la cava benissimo anche Paolo Conte a districarsi dalle sabbie mobili dei luoghi comuni, come nella bellissima "Bartali" dove appunto si parla di tramonti e di luna:
 
E tramonta questo giorno in arancione
e si gonfia di ricordi che non sai
mi piace restar qui sullo stradone
impolverato, se tu vuoi andare, vai…
e vai che il sto qui e aspetto Bartali
scalpitando sui miei sandali
da quella curva spunterà
quel naso triste da italiano allegro
tra i francesi che si incazzano
e i giornali che svolazzano
C’è un po’ di vento, abbaia la campagna
e c’è una luna in fondo al blu…
 
 
 
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6 risposte a Una luna in fondo al blu ( potenza dei luoghi comuni)

  1. Paola ha detto:

    Un passaggio veloce, i giorni sono incasinati in questo periodo!
     
    Non vuoi scomodare Proust… ma hai comunque scelto un poeta meraviglioso come Paolo Conte
    che gioca con ironia sulle parole e sulle emozioni.
    Non sempre è facile riuscire ad esprimere quello che si sente,
    ma apprezzo comunque lo sforzo di chi ci prova
    e soprattutto di chi ancora si sofferma a guarda un tramonto "infuocato"
    oppure una luna "d\’argento"…
    Purtroppo i più non si accorgono di nulla
    tutti presi dal loro correre dissennato…
     
    Un abbraccio…
     
    Paola
     
    PS per la richiesta di utilizzo delle foto come spunto per i tuoi quadri, non solo la risposta è SI…
    ma ne sono assolutamente lusingata! :-))

  2. mariangela ha detto:

    E vero…
    a volte succede che guardiamo la luna e ci limitiamo per un attimo ad osservarla e dare un giudizio molto affrettato….
    abbiamo da fare…nn possiamo star li ad osservarla per molto…
    A volte ci esprimiamo con nomi comuni….
    ma noi non siamo poeti….bello lo scritto di P Conte…
    Io mi son soffermata un bel po\’ di volte ad osservare questa fantastica cosa
    che spesso in cielo ci colpisce…arancio sfumato col giallo-rosso….
    e, oltre al mal di collo, penso sempre alla distanza…è la prima cosa che vedo…
    Però…che romantico guardar la luna, in una sera particolare, con qualcuno…..
    si si si si….
    Passa na bella giornata Fil….
    nn rileggo nemmeno quello che ho scritto….
    oggi sto come il tempo…
    Ciao
     
    Mariangela
     

  3. Martina ha detto:

    E come dicevo
    le sai tutteeee!!
    pure sulla moda!!
    kyz
    scusa ma scappo a lavoro. 😦

  4. Mare ha detto:

    Il tramonto della luna     ( potenza dei luoghi comuni)  poesia
    Quale in notte solinga,Sovra campagne inargentate ed acque,Là \’ve zefiro aleggia,E mille vaghi aspettiE ingannevoli obbiettiFingon l\’ombre lontaneInfra l\’onde tranquilleE rami e siepi e collinette e ville;Giunta al confin del cielo,Dietro Apennino od Alpe, o del TirrenoNell\’infinito senoScende la luna; e si scolora il mondo;Spariscon l\’ombre, ed unaOscurità la valle e il monte imbruna;Orba la notte resta,E cantando, con mesta melodia,L\’estremo albor della fuggente luce,Che dianzi gli fu duce,
    g LEOPARDI    ^_^
     
     

  5. Marta ha detto:

    C\’è una luna.
    Di pietra nel mio cuore.
    Libera.
    Dai luoghi comuni.
     

  6. Claudia ha detto:

    Certamente, quando assistiamo ai vari fenomeni della natura,
    non può che venirci in mente qualche verso dei nostri poeti più amati.
    Ci vengono in mente quelli che tu chiami luoghi comuni,
    i vari aggettivi e le varie assonanze che ormai fan parte del nostro parlato comune.
    Ricordo una frase che diceva spesso mio padre,
    quando nel cielo c\’era un quarto di luna bellissima e colorata di giallo intenso.
    Diceva:
    Che bella… sembra quasi una fetta di melone!
    🙂 Ogni volta che vedo la luna di quelle dimensioni e colore,
    ovviamente non posso fare a meno di pensare a lui e alle sue parole.
    Un abbraccio, Filippo. Ciao.
     

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