Partire

 

Vivere gli anni dell’infanzia dell’adolescenza e della giovinezza in un posto e poi trasmigrare in un altro e perdere di vista quasi del tutto quello di origine.

I fatti della vita ci mettono spesso di fronte ad una eventualità del genere. 

Talvolta siamo stati noi a decidere, con forza e determinazione, di lasciare il posto dove siamo nati e cresciuti perchè questo ci appariva troppo angusto per offrire concrete opportunità alle nostre ambizioni.

Ma, in qualsiasi modo e per qualsiasi ragione sia avvenuto il distacco, il luogo dal quale siamo partiti rimane qualcosa con cui fare i conti. Tornandoci, ci sentiamo a disagio nel trovarlo cambiato.

Oppure cerchiamo di escluderlo dalla nostra vita, evitando accuratamente di tornarci, proprio per il desiderio di conservarne un ricordo incontaminato.

Sul tema si è espresso un poeta della memoria, uno degli artisti più visionari e sensibili del secolo scorso, Federico Fellini:

 

Io, a Rimini, non torno volentieri.
Debbo dirlo.
È una sorta di blocco.
La mia famiglia vi abita ancora, mia madre, mia sorella: ho paura di certi sentimenti?
Soprattutto mi pare, il ritorno, un compiaciuto, masochistico rimasticamento della memoria: un’operazione teatrale, letteraria. Certo, essa può avere il suo fascino. Un fascino sonnolento, torbido. Ma ecco: non riesco a considerare Rimini come un fatto oggettivo.

È piuttosto, e soltanto, una dimensione della memoria. Infatti, quando mi trovo a Rimini, vengo sempre aggredito da fantasmi già archiviati, sistemati.
Forse questi innocenti fantasmi mi porrebbero, se vi restassi, un’imbarazzante muta domanda, alla quale non potrei rispondere con capriole, bugie; mentre bisognerebbe tirar fuori dal proprio paese l’elemento originario, ma senza inganni. Rimini: cos’è. È una dimensione della memoria (una memoria, tra l’altro, inventata adulterata, manomessa) su cui ho speculato tanto che è nato in me una sorta di imbarazzo
…"

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6 risposte a Partire

  1. ღ♥ francesca ha detto:

    Ciao sono sempre di corsa…..ti auguro un buon fine settimana
    Mi fermerò  prima o poi a leggerti bene
    Un sorriso
    francesca

  2. Mare ha detto:

    oppure escono scleletri dall\’armadio????
    Dai scherzo baci e una buona domenica anche a te

  3. Paola ha detto:

    E\’ vero, almeno per me, che i luoghi dell\’infanzia sono luoghi della memoria
    ma non sento nessuna spinta a tornarci seppure i km sarebbero ben pochi.
    Forse perchè il ricordo è spesso più dolce della realtà
    o forse perchè trovare qualcosa di cambiato
    (come quasi sicuramente sarebbe)
    sarebbe un secondo e doloroso distacco.
     
    Un sorriso e buona settimana…
     
    Paola

  4. mariangela ha detto:

    ..certo, ritrovare i posti dell\’infanzia…
    mamma mia che belli!!!
    Io son sempre stata dove sono ora
    ma passavo le estati a Lecce da mia zia
    quando vado ho le farfalline nella pancia..
    ritrovare tutto com\’era prima per alcune cose
    e per altre cambiate…
    ogni angolo mi ricorda qualcosa…
    ma penso che fa parte della vita
    e finchè viviamo
    sarà sempre così…
    nostalgia per tutte le cose…
    significa che siamo vivi no?
    Buona giornata Fil…
    sempre un piacere leggerti
    Mariangela

  5. emma ha detto:

    ….non so….
    io sono andata e …tornata…..
    subito si….un po\’ d\’effetto ma presto passato….
    comunque….partirei molto volentieri…..
     
    buona settimana filippo
    ciao
    emma

  6. verdemare ha detto:

    La primissima volta che mi è capitato di ritornare a distanza di più di un decennio
    nel luogo in cui sono nata ho provato un senso di soffocamento.
    Non riconoscevo più il luogo che mi aveva visto muovere i primi passi, le
    prime scorazzate con la bici. Ad entrambi i lati della strada non c\’erano
    più i campi in cui si andava a caccia di libellule.
    Al loro posto erano sorti palazzi.
    Le persone erano differenti.
    A distanza di anni poi, quando per motivi di lavoro, mi sono stabilita ad una cinquantina di km da quel luogo,
    ogni volta che ci ritornavo era un piacere scoprire come la città si fosse evoluta.
    Ed un iacere anche riscoprire i gusti, i sapori della cucina locale.
    Adesso che vivo da tuttaltra parte ho nostalgia di quei posti.

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