Il libro del cuore

Ognuno di noi porta un libro nel cuore.

E’ il libro che ricordiamo con più emozione, per come è stato scritto, per quello che racconta, per quando lo abbiamo letto, per le riflessioni che ci ha offerto, per le suggestioni di cui ha alimentato la nostra esistenza.
 
Mi piacerebbe sapere qual’è il libro del cuore degli amici che frequentano il mio sito e li invito, se lo desiderano, a scrivermelo tra i commenti o in un post se preferiscono.
 
 
 
 
Il mio libro del cuore è "Il male oscuro" di Giuseppe Berto.
 
E’ un libro del 1964.
 
Giuseppe Berto, allora cinquantenne, aveva avuto un grande successo internazionale subito dopo la guerra, grazie al romanzo "Il cielo è rosso" .
 
Con "Il male oscuro" ritornò al successo dopo anni di difficoltà e di nevrosi, vincendo nel corso della stessa estate il premio Viareggio e il premio Campiello e installandosi saldamente per un lunghissimo periodo in testa alle classifiche di vendita.
 
La trama del romanzo riprende da vicino la vita dello scrittore ( mai romanzo è stato forse più autobiografico di questo): un intellettuale di provincia lavora nella Roma della "Dolce Vita", come sceneggiatore cinematografico, in attesa di riuscire a creare il capolavoro letterario grazie al quale il suo nome passerà alla storia.
La morte del padre scatena in lui tutta una serie di sensi colpa che lo fanno piombare nella depressione e nella nevrosi. 
In oltre quattrocento pagine, con uno stile personalissimo (praticamente senza punteggiatura, quasi uno stream of consciousness) Berto si racconta con  un tono amaro e disincantato, ma ricco di umorismo.
 
Dominano il romanzo la lotta contro la malattia, la storia d’amore con una giovane donna ( che per tutto il libro è definita "la ragazzetta"), la nascita della figlia. le aspirazioni artistiche, la sofferenza per l’ostracismo al quale lo condannano le conventicole letterarie per il suo atteggiamento anticonformistico.
 
La salvezza arriva con la psicoanalisi, che gli consentirà di afferrare il recondito significato della sua "guerra con il padre", riconciliandosi alla fine con se stesso.
 
Mentre per il protagonista del romanzo la salvezza è fisicamente rappresentata dall’acquisto di una casa in Calabria, a Capo Vaticano, che diventa il luogo della serenità e della solitudine, nella vita di Giuseppe Berto la resurrezione e la salvezza sono arrivate proprio attraverso lo straordinario successo di questo romanzo.
 
Andando a ritirare il premio Viareggio con la moglie e la figlia ( la notizia lo aveva raggiunto proprio nella casa di Capo Vaticano), non poteva fare a meno di pensare che della giuria di quel premio facevano parte due eminenti letterati che in passato erano stati critici e addirittura ostili nei suoi confronti, Eugenio Montale e Natalino Sapegno. Entrambi avevano dovuto riconoscere la grandezza del libro.
 
Ricordo con piacere questo libro perchè l’ho letto quando ancora frequentavo le medie e portavo, letteralmente, i calzoni corti.
Un giovane magistrato che frequentava la nostra casa, incuriosito dal successo del libro, lo aveva acquistato, arrendendosi dopo le prime due pagine. Mi fu facile quindi averlo da lui in prestito.
Lo divorai in pochi giorni e, appena lo ebbi finito, ricominciai a leggerlo, tra gli ondeggiamenti di testa di mio padre che, avendone letto alcune frasi qua e là, continuava a disapprovare dicendo : "Non è un libro per la tua età".
 
 
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5 risposte a Il libro del cuore

  1. Paola ha detto:

    Due sono i libri del mio cuore, entrambi relativamente recenti e diversissimi tra loro.
    Il primo è un "Un altro giro di giostra" di Tiziano Terzani.
    Nel libro l\’autore racconta il suo percorso attraverso una malattia che lo porterà, qualche anno dopo, alla morte.
    E\’ uno strano viaggio attraverso esperienze mediche e non che gli faranno cambiare radicalmente il suo approccio alla malattia e conseguentemente alla sua cura.
    Nonostante l\’argomento e le argomentazioni complesse è scritto con estrema serenità e con una capacità incredibile di rendere tutto semplice. L\’ho letto e riletto più volte, e forse più volte ancora l\’ho regalato… occupa ed occuperà sempre un posto importante nulla mia libreria e nella mia vita.
     
    Il secondo è stato ugualmente importante anche se di "spessore" completamente diverso.
    Si tratto di "La prima sorsata di birra ed altri piccoli piaceri della vita" di Philippe Delerm, un insegnante francese che con estrema leggerezza ci invita, attraverso brevi racconti, a riscoprire le piccole cose come fonte di inesauribile piacere.
    Andar per more, sgranare i piselli in compagnia, apparecchiare la tavola in giardino, il profumo delle paste la domenica mattina… piccoli esempi di vita quotidiana che troppo spesso, fagocitati dalla fretta, non ci soffermiamo ad assaporare.
     
    Un sorriso… e per chi lo vorrà buona lettura…
     
    Paola

  2. patrizia ha detto:

    ciao fil..mille grazie x non essere uguale a tanti che credono che basti una festa x dire alle donne che
    siamo importanti,i
     libriche amo di più sono..l\’uomo che credeva di non aver più tempo..(musso) ti consiglio di leggerlo,
    e la sposa di montefoschi..
    davvero gradevoli..
    un abbraccio pat!

  3. maria-giovanna ha detto:

     
    Ohhh, finalmente un post serio, hihihi.
    Dai perdonami la battuta.
     

    Non ho un libro guida.
    HO diversi "passi" che seguono o anticipano i miei.
    Una sorta di collage, una caccia al tesoro infinita.
    E per questo più stimolante.
     
    Ma se proprio devo farti un nome,
    io che mi nutro di silenzio e di poesia,
    così rara nella vita di tutti i giorni,
    ti dico OCEANOMARE di Baricco.
    Sublime.
     
     

  4. Adry ha detto:

    Qui mi dispiace a non poterti dire il titolo del libro, purtroppo non sono onnivora di libri come te….sigh sigh..Però ti prometto che le foto al raduno le farò e ne farò senz\’altro un\’intervento….Ora devo scappare…il lavoro mi chiama….Smackkk…Adriana

  5. mariangela ha detto:

    …mi incurosisce questo libro…è del mio anno di nascita eh eh
    chissà…
    per quanto riguarda il mio libro preferito…
    sai, mi succede che preferisco sempre l\’ultimo…
    forse perchè è il più fresco-di-mente eh eh
    non so….quindi nn ne ho "uno" ma son tanti…
    ora sto leggendo Parlami d\’amore di Muccino-Evangelista…
    troppo presto per parlarne…fin\’ora niente di che….
    Un abbraccio…

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