Non chiederci (Eugenio Montale)

 
 

 

 

 
Mi hanno sempre colpito gli ultimi quattroversi di questa poesia di Montale, una delle più belle tra quelle che si trovano in "Ossi di seppia" .
 
 
Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo
.
 
 
Come esprime bene lo smarrimento del vivere questa poesia. Vorremmo da noi stessi e dagli altri una infinità di risposte, vorremmo avventurarci per il mondo con qualche certezza sulle strade da prendere e sui progetti di vita da eleggere, ma l’unica cosa che ci riesce di capire è "ciò che non siamo" e "ciò che non vogliamo".
 
Non ci rassicura Montale, ma è difficile non sentirlo vicino a noi e al nostro tempo, pur attraverso le poesie che ha scritto decine di anni fa.
 
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3 risposte a Non chiederci (Eugenio Montale)

  1. Adry ha detto:

    E\’ proprio vero che è così vicino ai nostri tempi….Sai vorrei avere un quarto della tua voglia leggere…purtroppo io..mi ci perdo nei libri….uffff……Buona notte….Smackkkk…Adriana

  2. ღ♥ francesca ha detto:

    Grazie filippo del tuo passaggio. L\’idea non è mia  mi è stata dedicata. Torna qundo vuoi sei il benvenuto
    Un sorriso

  3. Paola ha detto:

    Quando si parla nella natura umana forse si riesce ad essere sempre attuali… perchè nonostante il progresso, le conquiste… Caino è ancora spesso nel nostro cuore…
     
    Paola

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