L’amore secondo Kafka

 
 
 
Franz Kafka incontra Felice Bauer a Praga in casa del suo amico Max Brod, la sera del 13 agosto del 1912.
Lei ha 25 anni, è una dinamica dirigente berlinese della Parlograph, una ditta che produce dittafoni, e si trova a Praga per lavoro.
Kafka la osserva per tutta la serata. Lei non è particolarmente bella: la pella è secca, la dentatura è irregolare ( molti sono i denti d’oro) i capelli atoni. Eppure c’è qualcosa in lei che colpisce il sensibile scrittore.
Probabilmente il fatto che appaia una donna così energica dinamica, potenzialmente protettiva, forse anche il suo essere una donna indipendente.
Forse, e più di ogni altra cosa, quello che lo attrae è il fatto che lei abiti a Berlino, a 800 chilometri di distanza.
Per una scelta precisa di Kafka, la relazione è soprattutto una relazione epistolare.
La posta funziona benissimo, nell’efficiente impero austroungarico: una lettera impostata a Praga alle sei di sera è già sul tavolo della destinataria alle dieci del mattino del giorno dopo.
I due si scrivono tutti i giorni e indirizzano la corrispondenza ai rispettivi uffici.
Così, ogni giorno, Kafka, dirigente di una compagnia di assicurazioni, passa le sue mattinate in ufficio nella trepida attesa di una lettera della sua fidanzata e non appena riesce a trovare un momento libero dalle noiose incombenze del suo ruolo, si precipita a scriverle.
Si dispera ogni volta che si rende conto che una lettera dell’amata è andata persa. Gli sembra di aver perso per sempre qualche cosa di lei, la supplica di riassumere il contenuto della lettera smarrita in dieci righe.
Nella sua ansia di comunicare con l’amata, una volta Kafka sogna di avere una postazione telegrafica in camera da letto, dalla quale vede apparire in tempo reale le frasi che lei compone per lui a 800 km. di distanza, esattamente come noi oggi riusciamo agevolmente a fare chattando con qualcuno.
Non c’è niente di sessuale nella passione di Kafka, forse Felice è da lui eletta ad epicentro della sua vita amorosa proprio per la sua scarsa avvenenza, sulla quale egli stesso ci ha tramandato quella descrizione da freddo entomologo cui facevo riferimnto prima.
Quello che esalta Kafka è la dimensione letteraria di questo rapporto, il pretesto che gli offre di trasmettere ogni giorno con la scrittura  il suo  mondo fantastico ad un altro essere umano.
Più che una donna con la quale dividere una passione amorosa, Kafka cerca una lettrice a cui narrarla.
Poi, quando viene messo alle strette, quando c’è da programmare un incontro o una vacanza insieme, lui è sempre pronto a tirarsi indietro.
In cinque anni di relazione i due passano insieme pochissimi giorni.
E’ come se, diventando fisica e quotidiana, la relazione perdesse per Kafka il suo fascino, come se, condividendo con lei uno scompartimento ferroviario o una vacanza in una località di villeggiatura, evaporasse all’improvviso tutto il castello di fantasticherie e sublimazioni che ha costruito intorno a questo rapporto amoroso.
 
Che farebbe oggi Kafka?
Userebbe Internet e vedrebbe così realizzato il suo sogno di collegamento con l’essere amato in tempo reale, dopo di chè, con tutto comodo e senza che qualcuno possa trovare alcunchè di strano nella cosa, si sceglierebbe una interlocutrice da irretire con le sue magiche parole e alimenterebbe così,il suo smisurato ego letterario, senza bisogno di  illudere la prescelta con la prospettiva di una relazione un po’ più concreta e stabile.
 
Come è andata a finire, invece,  con Felice?
 
Beh, ora ho da fare, vi dispiace se ve lo racconto domani?
 
Annunci
Questa voce è stata pubblicata in annotazioni personali. Contrassegna il permalink.

9 risposte a L’amore secondo Kafka

  1. virginia ha detto:

    e certo che mi dispiace!!!!!!!
    effettivamente mentre scorrevo i righi scritti da te paragonavo quell\’amore di un secolo fa con il nostro uso di internet nei rapporti anche amorosi, quando si dice i corsi e ricorsi…. ma è tutto cosi\’ falsato, ognuno immerso nel proprio egoismo in cerca della serenita\’.
    ciao un abbraccio

  2. Giulia ha detto:

    Ciao..
    in effetti ho avuto qualche problema di troppo!
    dalla salute all\’idiosincrasia per le feste natalizie, dal pc che è passato a miglior vita auna crisi esistenziale (che dici a 72 anni è normale o no?..cmq sono qua sopravissuta al tutto.
    Io però ti ho letto sempre da RSS e te lo confesso, sei riuscito a farmi sorridere.
     
    Andrea Vitali è stato un carissimo amico, ci siamo persi di vista dopo la malattia che mi ha tolto la possibilità di frequentare gallerie e svolgere la mia attività di segretaria di un cenacolo letterario.  Devo dire che io continuo a preferirlo come poeta, anche se in effetti oggi i suoi romanzi vanno bene, è una persona sensibilissima e sa dare questa sua sensibilità negli scritti.
     
    Probabilmente il post su Bellano a cui ti riferisci era postato sul secondo blog, che ho poi modificato perchè non aveva lettori, sicuramente ho una copia su CD, visto che – come tutto quello che metto nei miei blog e nel sito, – è frutto di ricerche e non di trasposizioni di brani già in internet.
     
    Te lo cerco, e poi lo ripropongo.
    Ringraziandoti per l\’attenzione ti auguro una felice domenica.
    Giulia
     

  3. Mare ha detto:

    Ecco il solito…mi lasci cosi…mi sa che vado a scovarlo da sola la fine di questo amore, principalmente fatto di testa..intrigante piu\’ del fisico, perche in uno scritto una chat ci si apre di piu, date una maschera a un uomo e\’ parlera di se.
    ps grazie Prof del 10
    Spero che un giorno mi dara anche la lode
    Buona domenica

  4. Martina ha detto:

    Era un po che mi ripromettevo di cercarti tra i commenti ed alla fine eccoti…
    e arrivo con questa meravigliosa metafora…
    si si lo so che è una storia…
    ma è anche vero quello che scrivi alla fine…
    "cosa farebbe oggi kafka" è il rifugio preferito ormai della maggior parte delle persone..
    uomini e donne…
    spesso ho suggerito ad amicizie di fare un lungo clik sul pc…sulla chat…sul messanger…sul blog…
    la vita vera…anche se a volte meno avventurosa….è la più calda…
    ciao Fil…
    Ciao
     

  5. Mare ha detto:

    Ehi Fil…io Maristella non la devo sposare hahahahahaha
    oppure fai da sponsor…
    ps il film mi piace assaiii
    smackk ti adoro

  6. Yoly ha detto:

    RIFUGO VIRTUALE DOVE SI PUO TROVARE QUELLO CHE NON SI TROVA NELLA REALTA.
    nel virtuale ci si sente libero di affidare la nostra speranza tutto i nostri stati di cuori ha l\’altra persona ma infatti non e che ci si rivolge a questa altra persona ma a noi stessi.
    arriva l\’incontro nella realta e, con li élementis esteriore e, tutto è distorto di quella visione che ci eravamo fatti.  Il virtuale sono le nostre attese, le nostre speranze e come pure, a volte fantasme. Le lettere facile per lasciarsi andare, internet anche ma di presenza !!! dovremo essere tuti cechi per potere rissentire soltanto l\’anima di ogni persona.
      pfffffffff ! dificile per me scusa per il mio italiano ma spero che ho riuscito a farmi capire.
          Un bacio a te di francia
                     buona domenica
     
     

  7. patrizia ha detto:

    ehi fil e mica ci puoi lasciare cosi..
    dai racconta ancora il resto..!
    buona domenica anche x te..
    un bacione pat!!

  8. Paola ha detto:

    Caro Fil,
    leggendo tra le righe quale sia l\’epicolo della relazione ce lo hai già svelato :-))
    E\’ un po\’ triste ma credo che l\’esempio di Kafka sia ampiamente diffuso in rete. Essere dietro ad un monitor consente a molti di mantenere le distanze o, peggio ancora, di inventarsi un personaggio diverso da quello che si è.
    Credo che questo sia diffuso soprattutto nelle chat o nelle messaggerie, essere qualcun altro con un blog mi sembra un po\’ troppo complicato.
     
    Un sorriso…
     
    Paola

  9. Alessia ha detto:

    come fiinisce?..Franz si ammala di tubercolosi e la malattia è vissuta anche come una sorta di liberazione, un pretesto per giustificare la sua rottoura con Felize, donna con la quale non sarebbe riuscito mai a concretizzare il rapporto..cosi la lascia.;-)
    scusa l\’intrusione ma volevo complimentarmi con te per il tuo modo di scrivere..davvero preparato, attento alle sfumature..uno scrittore!
     
    ciao
     
    Alessia 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...