un omaggio a Diego Valeri ( e a Venezia)

Tra pochi giorni, il 27 novembre saranno esattamente 30 anni che è morto Diego Valeri.

Diego Valeri ha scritto delle poesie e delle prose bellissime su Venezia, la città nella quale ha scelto di trascorrere gli ultimi anni della sua vita.

Andare in giro per calli e campi, senza un itinerario prestabilito, è forse il più bel piacere che a Venezia uno possa prendersi.

Infilare una calletta, cacciarsi nella gola nera di un sottoportico, sbucare in una corte che pare un culdísacco, trovarvi il pertugio di un’altra calletta, uscire da quel dedalo soffocato in un campo arioso, luminoso, pieno di gente, oppure sulle soglie di un palazzone principesco, oppure su una fondamenta aperta al sole e al vento, oppure su un rio largo, popolato di barche e barconi: questo è un girare nell’inaspettato, nell’impreveduto, e quasi nell’inverosimile, che può ricordarci addirittura le nostre stupende e stupite scorribande per il chimerico paese di Fanciullezza…..

Diego Valeri
Guida sentimentale di Venezia,
1994

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3 risposte a un omaggio a Diego Valeri ( e a Venezia)

  1. Adry ha detto:

    Eccomi arrivata…….Mi sembra già di trovarmi tra quelle calli e campi…….Mi hai detto che lo scrivevi e l\’hai scritto….GRAZiE…..Venezia è proprio stupenda……..E i miei sogni viaggiano……Ehi ti va di entrare fra i miei amici? Io ti mando l\’invito…..poi decidi tu…..Smackkk…..Adriana

  2. Lyfe ha detto:

    "Tutto il cielo cammina come un fiume,grandi blocchi traendo di fiamma e d\’ombra.Tutto il mare rompe, onda dietro onda,splendido, alle sfuggenti dune.L\’albero, chiuso nel puro contorno,oscuro come uno che sta su la soglia,muto guarda, senza battere foglia,gli spazi agitati dal trapasso del giorno."
     
    Non conosco bene questo autore…ma quel poco che ho letto di lui mi piace.E\’ molto espressivo.
    Buon fine settimana…

  3. Valentina ha detto:

    Ciao Filippo.
    Apprezzo molto le tue scuse, ma leggendo il tuo commento sulla yuppie, avevo capito che avevi frainteso.
    ti assicuro che sono una persona normale e che forse non sarò mai una young urban professional, ma mi piace pensare di poterci riuscire.
    Laerte è il mio bianconiglio!
    Ovviamiamente non lo teniamo in casa, ma scorazza per la terrazza.
    L\’ho chiamato così in onore di una delle mie letture preferite, "Hamlet". Laerte è il fratello di Ofelia.
     
    Adesso ti saluto e ti auguro una buona domenica.
    E ripassa quando vuoi.

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